"Sciogliere Forza Nuova? Si riorganizzerebbero online. Meglio attendere sentenza"

“Ci stiamo riflettendo”, ha detto Mario Draghi pochi giorni fa a chi gli chiedeva lumi sull’eventuale scioglimento di Forza Nuova dopo l’assalto alla sede nazionale della Cgil il 9 ottobre, a Roma. Il dossier è sul tavolo del governo e la questione è molto più complicata di come possa sembrare a un primo sguardo. Secondo Carlo Alberto Giusti, rettore della Link Campus University di Roma e professore ordinario di Diritto privato, i nodi della questione sono almeno due: il precedente, di peso, che verrebbe a crearsi in caso di scioglimento per decreto, e il fatto che una misura di questo genere, in un tempo in cui grazie alla tecnologia si possono organizzare azioni e condividere idee in pochi secondi, avrebbero un’efficacia solo parziale.Ci sono gli estremi per sciogliere Forza Nuova, alla luce degli atti violenti contro la sede della Cgil?Intanto mi sento di mandare alla Cgil la solidarietà mia e del mondo universitario. Un mondo che, lo ricordiamo spesso, ha vissuto la sua pagina più buia durante il fascismo. Per quanto riguarda lo scioglimento c’è una legge, la Scelba - promulgata nel 1952, quando il fascismo era stato sconfitto da pochi anni - che lo consente. Chi l’ha scritta, proprio perché aveva vissuto quel periodo, sapeva che il rischio di rigurgiti fascisti c’era, e così ha previsto due strade per lo scioglimento dei partiti che si ispirano al fascismo: lo scioglimento a seguito di una sentenza e quello per decreto, da effettuare in casi di massima urgenza, senza aspettare la magistratura. Fino ad oggi è stata utilizzata solo la prima strada. Il dibattito che c’è ora tra i giuristi è se sia preferibile, per quanto riguarda Forza Nuova, continuare sulla linea dei precedenti o scegliere la strada del decreto. Quest’ultima a qualcuno sembra la modalità più rapida, nonché la più facile. Ma è solo apparentemente così.Se il governo optasse per il decreto, senza attendere la magistratura, creerebbe un precedente di non poco conto. Che problemi potrebbero esserci?Intanto bisognerebbe chiedersi perché, pur potendolo fare, tutti i governi che si sono trovati di fronte a situazioni simili non abbiano provveduto per decreto e abbiano aspettato una sentenza. C’è chi pensa che con un decreto si possa agire velocemente e che, al contrario, attendere la magistratura potrebbe comportare un’attesa troppo lunga. In realtà non è proprio così. In questo, infatti, visto che ci sono stati degli arresti a ridosso delle violenze, i tempi per una decisione del giudice potrebbero essere piuttosto brevi. Lo scioglimento per decreto, invece, sarebbe una scelta non priva di conseguenze da un punto di vista politico. Senza contare che poi il provvedimento andrebbe convertito dalle Camere, e il via libera potrebbe arrivare quando i problemi percepiti dal Paese come urgenti potrebbero già essere altri. C’è chi vede lo scioglimento di Forza Nuova come la panacea di ogni male e chi, invece, fa notare che una decisione del genere potrebbe portare problemi di ordine pubblico. Secondo lei è un rischio concreto?Chi studia la materia sa bene che una decisione conflittuale non potrà che generare ulteriori conflitti. In un momento storico in cui l’estrema destra è una sorta di calamita per alcune persone che hanno sofferto, da un punto di vista sociale o economico, per la pandemia, credo che un gesto forte come lo scioglimento porterebbe con sé il pericolo di fare dei militanti di Forza Nuova una sorta di martiri. Paradossalmente, potrebbero essere proprio loro a invocare la Costituzione. Insomma, scioglierli, per assurdo, finirebbe per rafforzarli. Allora, forse, bisognerebbe trovare altre soluzioni. Come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le violenze di sabato devono turbarci, ma non preoccuparci, perché lo Stato ha gli anticorpi per fronteggiare il problema.Come si contrasta, quindi, la violenza degli estremisti?Sicuramente con la giustizia penale. C’è un procedimento che sta andando avanti e abbiamo una magistratura molto esperta su questi temi. Se un reato è stato commesso, certamente arriveranno le condanne. E a quel punto lo scioglimento sarà basato su una sentenza. Mi lasci dire, però, che se anche si arrivasse a sciogliere le formazioni di estrema destra, si risolverebbe solo in parte il problema. A cosa si riferisce?Siamo nel ventunesimo secolo, bisogna domandarsi se ha senso sciogliere per decreto un’associazione, con tutti i rischi politici che comporta, quando poi i suoi componenti dopo un secondo possono riorganizzarsi su Telegram. A oggi, e questo immaginiamo che gli inquirenti lo sappiano bene, una comunità si forma molto più velocemente attraverso la tecnologia che con le assemblee organizzate in presenza. Con tutto quello che ne consegue.

"Sciogliere Forza Nuova? Si riorganizzerebbero online. Meglio attendere sentenza"

“Ci stiamo riflettendo”, ha detto Mario Draghi pochi giorni fa a chi gli chiedeva lumi sull’eventuale scioglimento di Forza Nuova dopo l’assalto alla sede nazionale della Cgil il 9 ottobre, a Roma. Il dossier è sul tavolo del governo e la questione è molto più complicata di come possa sembrare a un primo sguardo. Secondo Carlo Alberto Giusti, rettore della Link Campus University di Roma e professore ordinario di Diritto privato, i nodi della questione sono almeno due: il precedente, di peso, che verrebbe a crearsi in caso di scioglimento per decreto, e il fatto che una misura di questo genere, in un tempo in cui grazie alla tecnologia si possono organizzare azioni e condividere idee in pochi secondi, avrebbero un’efficacia solo parziale.

Ci sono gli estremi per sciogliere Forza Nuova, alla luce degli atti violenti contro la sede della Cgil?

Intanto mi sento di mandare alla Cgil la solidarietà mia e del mondo universitario. Un mondo che, lo ricordiamo spesso, ha vissuto la sua pagina più buia durante il fascismo. Per quanto riguarda lo scioglimento c’è una legge, la Scelba - promulgata nel 1952, quando il fascismo era stato sconfitto da pochi anni - che lo consente. Chi l’ha scritta, proprio perché aveva vissuto quel periodo, sapeva che il rischio di rigurgiti fascisti c’era, e così ha previsto due strade per lo scioglimento dei partiti che si ispirano al fascismo: lo scioglimento a seguito di una sentenza e quello per decreto, da effettuare in casi di massima urgenza, senza aspettare la magistratura. Fino ad oggi è stata utilizzata solo la prima strada. Il dibattito che c’è ora tra i giuristi è se sia preferibile, per quanto riguarda Forza Nuova, continuare sulla linea dei precedenti o scegliere la strada del decreto. Quest’ultima a qualcuno sembra la modalità più rapida, nonché la più facile. Ma è solo apparentemente così.

Se il governo optasse per il decreto, senza attendere la magistratura, creerebbe un precedente di non poco conto. Che problemi potrebbero esserci?

Intanto bisognerebbe chiedersi perché, pur potendolo fare, tutti i governi che si sono trovati di fronte a situazioni simili non abbiano provveduto per decreto e abbiano aspettato una sentenza. C’è chi pensa che con un decreto si possa agire velocemente e che, al contrario, attendere la magistratura potrebbe comportare un’attesa troppo lunga. In realtà non è proprio così. In questo, infatti, visto che ci sono stati degli arresti a ridosso delle violenze, i tempi per una decisione del giudice potrebbero essere piuttosto brevi. Lo scioglimento per decreto, invece, sarebbe una scelta non priva di conseguenze da un punto di vista politico. Senza contare che poi il provvedimento andrebbe convertito dalle Camere, e il via libera potrebbe arrivare quando i problemi percepiti dal Paese come urgenti potrebbero già essere altri. 

C’è chi vede lo scioglimento di Forza Nuova come la panacea di ogni male e chi, invece, fa notare che una decisione del genere potrebbe portare problemi di ordine pubblico. Secondo lei è un rischio concreto?

Chi studia la materia sa bene che una decisione conflittuale non potrà che generare ulteriori conflitti. In un momento storico in cui l’estrema destra è una sorta di calamita per alcune persone che hanno sofferto, da un punto di vista sociale o economico, per la pandemia, credo che un gesto forte come lo scioglimento porterebbe con sé il pericolo di fare dei militanti di Forza Nuova una sorta di martiri. Paradossalmente, potrebbero essere proprio loro a invocare la Costituzione. Insomma, scioglierli, per assurdo, finirebbe per rafforzarli. Allora, forse, bisognerebbe trovare altre soluzioni. Come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le violenze di sabato devono turbarci, ma non preoccuparci, perché lo Stato ha gli anticorpi per fronteggiare il problema.

Come si contrasta, quindi, la violenza degli estremisti?

Sicuramente con la giustizia penale. C’è un procedimento che sta andando avanti e abbiamo una magistratura molto esperta su questi temi. Se un reato è stato commesso, certamente arriveranno le condanne. E a quel punto lo scioglimento sarà basato su una sentenza. Mi lasci dire, però, che se anche si arrivasse a sciogliere le formazioni di estrema destra, si risolverebbe solo in parte il problema. 

A cosa si riferisce?

Siamo nel ventunesimo secolo, bisogna domandarsi se ha senso sciogliere per decreto un’associazione, con tutti i rischi politici che comporta, quando poi i suoi componenti dopo un secondo possono riorganizzarsi su Telegram. A oggi, e questo immaginiamo che gli inquirenti lo sappiano bene, una comunità si forma molto più velocemente attraverso la tecnologia che con le assemblee organizzate in presenza. Con tutto quello che ne consegue.

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