Perché il minor numero di avvoltoi in Etiopia produrrà un aumento delle malattie

AGI - Nei cantieri e nelle zone limitrofe ai macelli etiopi si sta verificando un cambiamento ecologico per cui sta diminuendo il numero di avvoltoi e aumentando quello degli esemplari di cani selvatici, il che comporta un incremento del rischio di malattie. Lo rivela uno studio, pubblicato sul Journal of Wildlife Management, condotto dagli scienziati dell'Università dello Utah e dell'Università di Addis Abeba, che hanno valutato i ruoli ecologici delle specie in Etiopia. "Il consumo di cadaveri da parte degli avvoltoi è in diminuzione - riporta Evan Buechley dell'Università dello Utah - e il lavoro degli altri animali non è sufficiente a compensare la riduzione della presenza di carcasse". Gli avvoltoi, spiegano gli autori, sono integrati negli ecosistemi e svolgono un prezioso lavoro di pulizia delle zone caratterizzate dalla presenza di animali in decomposizione, che possono costituire focolai di malattie. Ultimamente, però, le popolazioni di avvoltoi sono diminuite significativamente. "Nei lavori precedenti - commenta Caan ekerciolu, docente presso l'Università dello Utah - ci siamo resi conto che gli avvoltoi sono associati al minor numero di specie e al tasso di diminuzione più basso di qualunque altro taxa di uccelli". "Gli avvoltoi svolgono una funzione davvero importante - osserva Alazar Daka Ruffo, dell'Università di Addis Abeba - si inseriscono in un sistema complicato, grezzo, ma estremamente affascinante". All'inizio del periodo di studio, nel 2014, i grifoni africani, i grifoni di Ruppell e i capovaccai pileati mangiavano complessivamente circa 250 chilogrammi di carogne al giorno. Nel 2019, alla fine dell'analisi, gli scienziati hanno rilevato che il numero di grifoni di Ruppell e grifoni africani che visitavano i macelli e i depositi di smaltimento di cadaveri era diminuito del 73 per cento, mentre i capovaccai erano circa il 15 per cento in meno. Allo stesso tempo, gli avvistamenti di cani selvatici sono più che raddoppiati. Negli ultimi 40 anni, riportano gli esperti, il numero di grifoni di Ruppell è sceso del 90 per cento, mentre le popolazioni di grifoni africani e capovaccai sono calate rispettivamente dell'81 e dell'83 per cento. "Gli avvoltoi sono sempre meno - riporta Megan Murgatroyd, di HawkWatch International - mentre i cani selvatici stanno aumentando. Non sappiamo quali siano le ragioni di questo cambiamento ecologico, ma sappiamo che questa situazione potrebbe essere problematica per la salute umana. Le carogne sono potenziali veicoli di infezioni, e i cani che si nutrono dei corpi animali senza vita interagiscono con gli animali". Per far fronte alla situazione, gli autori suggeriscono di implementare la struttura di recinzioni in modo da tenere i cani a distanza. "Investire nella conservazione degli avvoltoi - concludono gli scienziati - porterebbe a vantaggi significativi anche per la specie umana". 

Perché il minor numero di avvoltoi in Etiopia produrrà un aumento delle malattie

AGI - Nei cantieri e nelle zone limitrofe ai macelli etiopi si sta verificando un cambiamento ecologico per cui sta diminuendo il numero di avvoltoi e aumentando quello degli esemplari di cani selvatici, il che comporta un incremento del rischio di malattie. Lo rivela uno studio, pubblicato sul Journal of Wildlife Management, condotto dagli scienziati dell'Università dello Utah e dell'Università di Addis Abeba, che hanno valutato i ruoli ecologici delle specie in Etiopia.

"Il consumo di cadaveri da parte degli avvoltoi è in diminuzione - riporta Evan Buechley dell'Università dello Utah - e il lavoro degli altri animali non è sufficiente a compensare la riduzione della presenza di carcasse". Gli avvoltoi, spiegano gli autori, sono integrati negli ecosistemi e svolgono un prezioso lavoro di pulizia delle zone caratterizzate dalla presenza di animali in decomposizione, che possono costituire focolai di malattie. Ultimamente, però, le popolazioni di avvoltoi sono diminuite significativamente.

"Nei lavori precedenti - commenta Caan ekerciolu, docente presso l'Università dello Utah - ci siamo resi conto che gli avvoltoi sono associati al minor numero di specie e al tasso di diminuzione più basso di qualunque altro taxa di uccelli".

"Gli avvoltoi svolgono una funzione davvero importante - osserva Alazar Daka Ruffo, dell'Università di Addis Abeba - si inseriscono in un sistema complicato, grezzo, ma estremamente affascinante". All'inizio del periodo di studio, nel 2014, i grifoni africani, i grifoni di Ruppell e i capovaccai pileati mangiavano complessivamente circa 250 chilogrammi di carogne al giorno.

Nel 2019, alla fine dell'analisi, gli scienziati hanno rilevato che il numero di grifoni di Ruppell e grifoni africani che visitavano i macelli e i depositi di smaltimento di cadaveri era diminuito del 73 per cento, mentre i capovaccai erano circa il 15 per cento in meno. Allo stesso tempo, gli avvistamenti di cani selvatici sono più che raddoppiati. Negli ultimi 40 anni, riportano gli esperti, il numero di grifoni di Ruppell è sceso del 90 per cento, mentre le popolazioni di grifoni africani e capovaccai sono calate rispettivamente dell'81 e dell'83 per cento.

"Gli avvoltoi sono sempre meno - riporta Megan Murgatroyd, di HawkWatch International - mentre i cani selvatici stanno aumentando. Non sappiamo quali siano le ragioni di questo cambiamento ecologico, ma sappiamo che questa situazione potrebbe essere problematica per la salute umana. Le carogne sono potenziali veicoli di infezioni, e i cani che si nutrono dei corpi animali senza vita interagiscono con gli animali". Per far fronte alla situazione, gli autori suggeriscono di implementare la struttura di recinzioni in modo da tenere i cani a distanza. "Investire nella conservazione degli avvoltoi - concludono gli scienziati - porterebbe a vantaggi significativi anche per la specie umana".