"Non voglio sembrare pessimista, ma...". Fine pandemia, la (terrificante) previsione del boss Pfizer: ecco cosa ci aspetta

Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer dal gennaio del 2019, annuncia che la sua azienda investirà nelle biotecnologie francesi e aumenterà in maniera significativa i test clinici sui pazienti francesi. "E' una Francia nuova, accogliente verso gli investimenti stranieri, soprattutto quelli industriali. Le riforme hanno reso il Paese molto competitivo. Inoltre, le competenze nell'ambito delle tecnologie farmaceutiche sono fra le migliori in Europa, i ricercatori hanno un alto profilo e la manodopera è molto qualificata. L'interessamento del presidente Macron ha fatto la differenza", spiega in una intervista a Repubblica.       Sulla fine della pandemia da Covid-19 spiega che, "nessuno può dirlo, abbiamo avuto tante sorprese dall'inizio della pandemia. Non voglio sembrare pessimista ma credo che per qualche anno dovremo convivere con un virus molto difficile da debellare. Si è diffuso in tutto il mondo, può contagiare più volte la stessa persona e ha avuto tante mutazioni da farci riscoprire l'alfabeto greco. Non si tratta tanto di sapere se il virus sparirà o meno, quanto di capire se potremo riprendere una vita normale. Io credo di sì. Probabilmente ci riusciremo in primavera, grazie a tutti gli strumenti a nostra disposizione: test, vaccini molto efficaci e i primi farmaci da assumere a casa", annuncia.   Infine parla dei possibili richiami che dovremmo ancora fare: "Fino alla comparsa di Omicron, lo schema di tre dosi di vaccino più un richiamo annuale funzionava. La variante ha messo di nuovo tutto in discussione. È troppo presto per dire se serviranno richiami più frequenti o un nuovo vaccino. Stiamo valutando molte possibilità, compresa quella di un vaccino che protegga da Omicron e da altre varianti. Prenderemo una decisione entro marzo, in funzione dei risultati delle nostre ricerche, e saremo in grado di avviare immediatamente la produzione. Non credo che le vaccinazioni multiple abbassino la protezione immunitaria", conclude Bourla

"Non voglio sembrare pessimista, ma...". Fine pandemia, la (terrificante) previsione del boss Pfizer: ecco cosa ci aspetta

Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer dal gennaio del 2019, annuncia che la sua azienda investirà nelle biotecnologie francesi e aumenterà in maniera significativa i test clinici sui pazienti francesi. "E' una Francia nuova, accogliente verso gli investimenti stranieri, soprattutto quelli industriali. Le riforme hanno reso il Paese molto competitivo. Inoltre, le competenze nell'ambito delle tecnologie farmaceutiche sono fra le migliori in Europa, i ricercatori hanno un alto profilo e la manodopera è molto qualificata. L'interessamento del presidente Macron ha fatto la differenza", spiega in una intervista a Repubblica.

 

 

 

Sulla fine della pandemia da Covid-19 spiega che, "nessuno può dirlo, abbiamo avuto tante sorprese dall'inizio della pandemia. Non voglio sembrare pessimista ma credo che per qualche anno dovremo convivere con un virus molto difficile da debellare. Si è diffuso in tutto il mondo, può contagiare più volte la stessa persona e ha avuto tante mutazioni da farci riscoprire l'alfabeto greco. Non si tratta tanto di sapere se il virus sparirà o meno, quanto di capire se potremo riprendere una vita normale. Io credo di sì. Probabilmente ci riusciremo in primavera, grazie a tutti gli strumenti a nostra disposizione: test, vaccini molto efficaci e i primi farmaci da assumere a casa", annuncia.

 

Infine parla dei possibili richiami che dovremmo ancora fare: "Fino alla comparsa di Omicron, lo schema di tre dosi di vaccino più un richiamo annuale funzionava. La variante ha messo di nuovo tutto in discussione. È troppo presto per dire se serviranno richiami più frequenti o un nuovo vaccino. Stiamo valutando molte possibilità, compresa quella di un vaccino che protegga da Omicron e da altre varianti. Prenderemo una decisione entro marzo, in funzione dei risultati delle nostre ricerche, e saremo in grado di avviare immediatamente la produzione. Non credo che le vaccinazioni multiple abbassino la protezione immunitaria", conclude Bourla