Ministro Bianchi, che delusione

Arriva sempre un momento in cui il livello di sopportazione giunge al culmine. Parliamo delle promesse avanzate dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, al suo insediamento. Si era impegnato ad affrontare quanto portato alla sua attenzione da noi lo scorso agosto: aveva rassicurato in merito alla perequazione, alla sicurezza, e anche in merito agli esiti della ricerca sul burnout dei dirigenti scolastici, ma nulla è stato fatto.A oggi non è stato dato seguito a nulla di quanto prospettato e i problemi della dirigenza rimangono inevasi, tutti. Non si vedono vie di uscita, e il nostro sindacato, per voce del suo presidente, Attilio Fratta, preannuncia dure azioni di protesta già da novembre. Al momento è stata scritta una lettera al ministro, in cui viene dichiarata tutta la delusione per un nuovo corso che non si è mostrato affatto nuovo ma che, anzi, ha ricalcato in tutto e per tutto i vecchi. Nella lettera, oltre alle varie inadempienze viene anche ricordata l’assenza di provvedimenti  dello stesso ministro.Anzi, l’unico provvedimento assunto è stato quello adottato contro la dirigenza, sottraendo alla stessa oltre 370 sedi, abrogando di fatto quando stabilito dalla legge finanziaria 2021, che abbassava i parametri minimi di normo-dimensionamento delle istituzioni scolastiche e aveva autorizzato la spesa. Insomma, una grande delusione, con l’unico sindacato di soli dirigenti scolastici decisamente sul piede di guerra, dopo il superlavoro svolto in presenza dei continui ‘stop and go’ ministeriali, regionali, comunali, durante le varie fasi della pandemia.

Ministro Bianchi, che delusione

Arriva sempre un momento in cui il livello di sopportazione giunge al culmine. Parliamo delle promesse avanzate dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, al suo insediamento. Si era impegnato ad affrontare quanto portato alla sua attenzione da noi lo scorso agosto: aveva rassicurato in merito alla perequazione, alla sicurezza, e anche in merito agli esiti della ricerca sul burnout dei dirigenti scolastici, ma nulla è stato fatto.

A oggi non è stato dato seguito a nulla di quanto prospettato e i problemi della dirigenza rimangono inevasi, tutti. Non si vedono vie di uscita, e il nostro sindacato, per voce del suo presidente, Attilio Fratta, preannuncia dure azioni di protesta già da novembre. 

Al momento è stata scritta una lettera al ministro, in cui viene dichiarata tutta la delusione per un nuovo corso che non si è mostrato affatto nuovo ma che, anzi, ha ricalcato in tutto e per tutto i vecchi. Nella lettera, oltre alle varie inadempienze viene anche ricordata l’assenza di provvedimenti  dello stesso ministro.

Anzi, l’unico provvedimento assunto è stato quello adottato contro la dirigenza, sottraendo alla stessa oltre 370 sedi, abrogando di fatto quando stabilito dalla legge finanziaria 2021, che abbassava i parametri minimi di normo-dimensionamento delle istituzioni scolastiche e aveva autorizzato la spesa. 

Insomma, una grande delusione, con l’unico sindacato di soli dirigenti scolastici decisamente sul piede di guerra, dopo il superlavoro svolto in presenza dei continui ‘stop and go’ ministeriali, regionali, comunali, durante le varie fasi della pandemia.

giornalone

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