M5s, Di Maio: “Movimento morto? Lo dicono da 10 anni. Il nostro peso politico deriva dal sostegno popolare, non dallo statuto”

Il ministro degli Esteri interviene a sei giorni dalla sospensione dello statuto da parte del tribunale di Napoli. Non nomina Conte, ma invita il Movimento alla coesione: "La nostra azione innovatrice non deve rallentare". Una settimana fa si era dimesso dal comitato di garanzia interno dopo le accuse pubbliche indirizzate al presidente L'articolo M5s, Di Maio: “Movimento morto? Lo dicono da 10 anni. Il nostro peso politico deriva dal sostegno popolare, non dallo statuto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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“Il peso politico di un MoVimento come il nostro deriva dal sostegno popolare, non dalle norme di uno statuto. Chi gioisce per il provvedimento del Tribunale Di Napoli non ha ancora capito questo concetto. La politica va al di là delle questioni tecniche”. Al termine di una settimana difficile per il Movimento 5 Stelle, con la sospensione dello statuto da parte del tribunale di Napoli arrivata lunedì scorso, Luigi Di Maio sceglie di prendere posizione con un post su facebook per difendere il Movimento. Intervento non scontato, visto il rapporto teso con Giuseppe Conte, la cui leadership è formalmente “congelata” dal pronunciamento del giudice. Ma se al termine della partita del Quirinale fu proprio il ministro degli Esteri a lanciare un’accusa pubblica al presidente, questa volta Di Maio tiene fuori dal suo testo ogni riferimento al leader e usa parole nette per assicurare che questa vicenda non deve avere contraccolpi sul “peso” del Movimento sul piano politico. “A chi dice che siamo morti – continua Di Maio – rispondiamo dicendo di aggiungersi a chi lo ripete da 10 anni. Noi andiamo avanti. Gli appuntamenti che ci aspettano sono molto importanti, dobbiamo lavorare a questi obiettivi in maniera compatta, forti della pluralità di idee esistenti nel MoVimento e a sostegno del nuovo corso”. Un discorso di coesione, che arriva a una settimana dalle dimissioni del ministro dal comitato di garanzia del Movimento, “perché – disse – voglio avere la libertà di dire quello che non funziona”. Scelta che fu accolta da Conte come “un passo indietro dovuto“.

Già sabato Roberto Fico, il Presidente della Camera da sempre leale a Conte, aveva garantito sulla “salda” guida del MoVimento dell’ex premier. Di Maio non nomina mai Conte, ma nel suo post fa un appello al Movimento ad andare avanti: “Sono state giornate difficili, che però non devono né abbatterci né rallentare la nostra azione innovatrice. Azioni legali sono sempre legittime, ma di certo non possiamo farci scoraggiare“. L’auspicio di Beppe Grillo, nei giorni scorsi a Roma per riportare la concordia nella galassia pentastellata, oggi si fa più concreto. E anche il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, capodelegazione M5s al governo, spinge sull’orgoglio e la compattezza. “Mi pare che la strategia sia ormai chiara: tutti contro il movimento. Se è già iniziata la campagna elettorale, basta che ce lo dicano”.

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