Lo scenario di Calenda: "Draghi resti a Palazzo Chigi e Gentiloni al Quirinale"

Al Quirinale andrà Draghi? “Non credo, sarebbe un ottimo presidente della Repubblica, ma è meglio che resti a palazzo Chigi, ha bisogno di più tempo per cambiare le cose. In Italia vogliono andare tutti al Quirinale, un altro si trova. Ad esempio, penso che Paolo Gentiloni abbia il profilo giusto, sarebbe uno straordinario presidente”. Così Carlo Calenda in un’intervista a La Stampa.Il leader di Azione spiega come il premier va avanti per tutta la legislatura “senza colpo ferire, anche se sembra di stare in un kindergarten all’ora di ricreazione. Draghi è come il papà che guida la macchina mentre dietro i bambini fanno casino, lui ogni tanto si gira e gli dice di stare buoni. Ma credo proseguirà fino alla fine con questa maggioranza”Dopo il voto? “Ci sarà un governo politico, ma spero sempre con Draghi a palazzo Chigi, per continuare il lavoro sulle riforme previste dal Pnrr. Visto che, per come stanno le cose oggi, non prendiamo un euro. Draghi deve far accadere le cose, assicurarsi che le Regioni facciano i piani necessari e non buttino i soldi come con gli altri fondi europei”.Quanto alla legge elettorale con cui si andrà alle urne, Calenda è “per il sistema delle comunali, con il doppio turno, ma so che non si farà mai”, aggiunge. “Quindi, meglio il proporzionale, con una soglia di sbarramento alta al 5%. Così consenti agli elettori di votare quello che vogliono e di riappropriarsi del proprio partito, poi si costruisce l’alleanza possibile per governare, mettendo fuori gioco gli estremismi”.

Lo scenario di Calenda: "Draghi resti a Palazzo Chigi e Gentiloni al Quirinale"

Al Quirinale andrà Draghi? “Non credo, sarebbe un ottimo presidente della Repubblica, ma è meglio che resti a palazzo Chigi, ha bisogno di più tempo per cambiare le cose. In Italia vogliono andare tutti al Quirinale, un altro si trova. Ad esempio, penso che Paolo Gentiloni abbia il profilo giusto, sarebbe uno straordinario presidente”. Così Carlo Calenda in un’intervista a La Stampa.

Il leader di Azione spiega come il premier va avanti per tutta la legislatura “senza colpo ferire, anche se sembra di stare in un kindergarten all’ora di ricreazione. Draghi è come il papà che guida la macchina mentre dietro i bambini fanno casino, lui ogni tanto si gira e gli dice di stare buoni. Ma credo proseguirà fino alla fine con questa maggioranza”

Dopo il voto? “Ci sarà un governo politico, ma spero sempre con Draghi a palazzo Chigi, per continuare il lavoro sulle riforme previste dal Pnrr. Visto che, per come stanno le cose oggi, non prendiamo un euro. Draghi deve far accadere le cose, assicurarsi che le Regioni facciano i piani necessari e non buttino i soldi come con gli altri fondi europei”.

Quanto alla legge elettorale con cui si andrà alle urne, Calenda è “per il sistema delle comunali, con il doppio turno, ma so che non si farà mai”, aggiunge. “Quindi, meglio il proporzionale, con una soglia di sbarramento alta al 5%. Così consenti agli elettori di votare quello che vogliono e di riappropriarsi del proprio partito, poi si costruisce l’alleanza possibile per governare, mettendo fuori gioco gli estremismi”.

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