La Svizzera ha detto addio a Green pass e mascherine

AGI - La Svizzera avanza a lunghi passi, verso la normalità. Dal 17 febbraio nella Confederazione elvetica scatta quello che è stato già definito dai media il 'Freedom day': stop all'obbligo di mascherine e Green pass per entrare in negozi, ristoranti, cinema, teatri, strutture aperte al pubblico e manifestazioni. Lo ha deciso il Consiglio federale, nella seduta del 16 febbraio, che ha abrogato quasi tutti i provvedimenti nazionali contro la pandemia. Già adesso, dunque, in Svizzera si potrà andare in giro, a cena fuori o dal parrucchiere, a viso scoperto e senza dover mostrare il certificato verde.  Come spiega una nota "La situazione epidemiologica è in costante miglioramento. Grazie all'alto tasso d'immunità della popolazione, nonostante la circolazione ancora forte del virus un sovraccarico del sistema sanitario è sempre più improbabile".  Dunque, il Consiglio federale, che dal maggio del 2021 modula i propri provvedimenti secondo le capacità del sistema sanitario", dopo aver consultato i Cantoni, le parti sociali, le commissioni parlamentari competenti e le associazioni interessate, "revoca la maggior parte dei provvedimenti contro la pandemia". La notizia ha risvolti importanti per tutti, in città e in montagna. Il Consiglio federale precisa infatti che "sono revocate anche le limitazioni di capienza volontarie nel commercio al dettaglio e negli impianti di risalita" delle stazioni sciistiche, che in questo periodo, complice le festività per il Carnevale, registrano il tutto esaurito.  Revocati anche l'obbligo della mascherina sul posto di lavoro e la raccomandazione del telelavoro (seppure le aziende rimangono responsabili per la protezione dei collaboratori). Cosa resta delle misure anti-contagio in Svizzera Due limitazioni: isolamento e obbligo della mascherina in determinati luoghi. Vediamoli. Il Consiglio federale mantiene (fino al 31 marzo) due provvedimenti di protezione dell'ordinanza 'COVID-19 situazione particolare': le persone risultate positive al test dovranno continuare a restare in isolamento per almeno cinque giorni; e rimane inoltre invariato l'obbligo della mascherina sui trasporti pubblici e nelle strutture sanitarie.  Se la situazione epidemiologica evolverà come previsto, dal primo aprile 2022 si ritornerà alla normalità al 100%, senza alcuna limitazione legata alla pandemia. Nessun timore per i viaggiatori: continua l'emissione di certificati Covid-19 compatibili con quelli dell'Unione Europea. 

La Svizzera ha detto addio a Green pass e mascherine

AGI - La Svizzera avanza a lunghi passi, verso la normalità. Dal 17 febbraio nella Confederazione elvetica scatta quello che è stato già definito dai media il 'Freedom day': stop all'obbligo di mascherine e Green pass per entrare in negozi, ristoranti, cinema, teatri, strutture aperte al pubblico e manifestazioni. Lo ha deciso il Consiglio federale, nella seduta del 16 febbraio, che ha abrogato quasi tutti i provvedimenti nazionali contro la pandemia.

Già adesso, dunque, in Svizzera si potrà andare in giro, a cena fuori o dal parrucchiere, a viso scoperto e senza dover mostrare il certificato verde. 

Come spiega una nota "La situazione epidemiologica è in costante miglioramento. Grazie all'alto tasso d'immunità della popolazione, nonostante la circolazione ancora forte del virus un sovraccarico del sistema sanitario è sempre più improbabile". 

Dunque, il Consiglio federale, che dal maggio del 2021 modula i propri provvedimenti secondo le capacità del sistema sanitario", dopo aver consultato i Cantoni, le parti sociali, le commissioni parlamentari competenti e le associazioni interessate, "revoca la maggior parte dei provvedimenti contro la pandemia". La notizia ha risvolti importanti per tutti, in città e in montagna. Il Consiglio federale precisa infatti che "sono revocate anche le limitazioni di capienza volontarie nel commercio al dettaglio e negli impianti di risalita" delle stazioni sciistiche, che in questo periodo, complice le festività per il Carnevale, registrano il tutto esaurito. 

Revocati anche l'obbligo della mascherina sul posto di lavoro e la raccomandazione del telelavoro (seppure le aziende rimangono responsabili per la protezione dei collaboratori).

Cosa resta delle misure anti-contagio in Svizzera

Due limitazioni: isolamento e obbligo della mascherina in determinati luoghi. Vediamoli. Il Consiglio federale mantiene (fino al 31 marzo) due provvedimenti di protezione dell'ordinanza 'COVID-19 situazione particolare': le persone risultate positive al test dovranno continuare a restare in isolamento per almeno cinque giorni; e rimane inoltre invariato l'obbligo della mascherina sui trasporti pubblici e nelle strutture sanitarie. 

Se la situazione epidemiologica evolverà come previsto, dal primo aprile 2022 si ritornerà alla normalità al 100%, senza alcuna limitazione legata alla pandemia.

Nessun timore per i viaggiatori: continua l'emissione di certificati Covid-19 compatibili con quelli dell'Unione Europea.