La storia dietro la foto simbolo del dramma siriano. L’Unicef: «Che risvegli le coscienze dei leader mondiali»

L'autore dello scatto è il turco Mehmet Aslet, vincitore ai Siena International Photo Awards 2021 L'articolo La storia dietro la foto simbolo del dramma siriano. L’Unicef: «Che risvegli le coscienze dei leader mondiali» proviene da Open.

La storia dietro la foto simbolo del dramma siriano. L’Unicef: «Che risvegli le coscienze dei leader mondiali»

Immortalato con il suo papà, Mustafa sorride. Il bambino siriano di 5 anni è nato senza braccia e senza gambe. Il padre, mutilato di una gamba, alza il figlio al cielo. L’opera del fotografo turco Mehmet Aslan, vincitore ai Siena International Photo Awards 2021, racconta una delle storie simbolo delle tante tragedie causate dal conflitto in Siria. «Una storia che si spera possa svegliare sul serio le coscienze dei leader mondiali», ha commentato anche il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini, sottolineando come il rischio sia quello di andare incontro «all’ennesima prova di indignazione a intermittenza».

La fuga da Idlib e l’arrivo in Turchia

Il fotografo turco Mehmet Aslan ha incontrato Mustafa e suo padre a sud della Turchia, vicino al confine siriano. Lì vive tutta la famiglia composta da altri due bambini e la madre Zaineb. Poi il trasferimento nel tentativo di aiutare Mustafa di soli 5 anni: ha bisogno di cure mediche che i due genitori non possono permettersi protesi speciali, introvabili in tutta la Turchia. Il bambino è nato con il disturbo della tetra amelia. Senza gambe e senza braccia, ha una malformazione causata dai medicinali che la mamma Zaineb è stata costretta a prendere dopo l’intossicazione da gas nervino che ha respirato durante un attacco. «Giuro che sono passato da un ospedale all’altro. Non c’è una città in cui non abbia chiesto informazioni sulle protesi necessarie, ma non ne è venuto fuori nulla», racconta il padre Munzir, mutilato di una gamba durante il conflitto. Sono più di tre anni che la famiglia fa affidamento principalmente sulla carità, da quando è fuggita da Idlib, l’ultima grande sacca della Siria nelle mani dei ribelli islamisti dopo 10 anni di guerra, attaccata dalle forze governative e dai loro alleati. Quell’angolo della Siria settentrionale si trova lungo un confine pieno di campi stipati di rifugiati. In un decennio di conflitto, milioni di siriani si sono riversati in Turchia e in altri paesi della regione. A questo proposito il fotografo Aslan spera che lo scatto, che ora sta facendo il giro del mondo, possa anche aiutare ad alleviare l’ostilità contro le comunità di rifugiati in Turchia, accusati di danneggiare l’economia del Paese.

«Per anni abbiamo cercato aiuti»

«Volevamo attirare l’attenzione su questo tema e spero che l’immagine possa aiutare la ricerca di protesi per il bambino rifugiato», ha aggiunto l’autore dello scatto, «il piccolo ha sempre molta energia. Il padre invece sembra essersi arreso». Parlando con il Washington Post la mamma di Mustafa dice: «Abbiamo cercato per anni di farci sentire per aiutare mio figlio con i trattamenti, faremmo di tutto per dargli una vita migliore».

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