Inquinamento atmosferico, serve una stima dell’impatto socio-sanitario delle polveri sottili – Lettera a Draghi, Cingolani e Speranza

di Andrea Gusso, presidente di Associazione Garanzia Civica Alla c.a. Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. M. Draghi Ministro della Transizione Ecologica Dr R. Cingolani Ministro della Salute Dr R. Speranza Illustrissimo Presidente, Egregi Ministri, L’emergenza sanitaria in corso, a seguito della pandemia Covid-19, ha dato ulteriore conferma del ruolo di indispensabile punto di riferimento […] L'articolo Inquinamento atmosferico, serve una stima dell’impatto socio-sanitario delle polveri sottili – Lettera a Draghi, Cingolani e Speranza proviene da Il Fatto Quotidiano.

Inquinamento atmosferico, serve una stima dell’impatto socio-sanitario delle polveri sottili – Lettera a Draghi, Cingolani e Speranza

di Andrea Gusso, presidente di Associazione Garanzia Civica

Alla c.a. Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. M. Draghi
Ministro della Transizione Ecologica Dr R. Cingolani
Ministro della Salute Dr R. Speranza

Illustrissimo Presidente,
Egregi Ministri,

L’emergenza sanitaria in corso, a seguito della pandemia Covid-19, ha dato ulteriore conferma del ruolo di indispensabile punto di riferimento rivestito per i decisori politici dalla comunità scientifica, grazie alla cui autorevolezza è possibile individuare azioni conseguenti che in larga misura si possano ritenere, in relazione all’evolversi di un contagio atipico per virulenza e pericolosità, le più efficaci e opportune.

Autorevolezza scientifica che, con il suo intrinseco rigore metodologico, va assumendo importanza via via crescente nelle scelte strategiche operate dai decisori politici. Ne è un chiaro esempio la Direttiva UE 2284 del 14 dicembre 2016 “concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici”, dove a fronte dei progressi nelle tecnologie di rilevamento degli inquinanti e di affinamento di analisi epidemiologica, si rivede il previgente complesso normativo modulando tempi e modi di attuazione in rapporto alle stime econometriche ed econofisiche di sostenibilità.

Essa pone fra i suoi obiettivi un rafforzamento delle sinergie tra la politica dell’Unione in materia di qualità dell’aria riferita alle emissioni antropogeniche e quelle in materia di clima ed energia in considerazione della relazione reciproca dei fenomeni. Ma se da un lato sono state fissate in modo preciso le tappe rispetto al conseguimento di obiettivi di miglioramento, le tecnologie necessarie per pervenire a una condizione di neutralità carbonica tra trent’anni non sono ancora sviluppate, come denuncia il rapporto “Net Zero” dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) pubblicato in primavera: “Senza una grande accelerazione nell’innovazione per l’energia senza emissioni di carbonio, non sarà possibile raggiungere emissioni nette di CO2 pari a zero entro il 2050″, e ancora: “È necessario un grande sforzo di innovazione entro il 2030 per portare queste soluzioni sul mercato”.

All’inizio di agosto, gli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) hanno avvertito ancora una volta del preoccupante riscaldamento globale e sull’urgenza di agire per contrastarlo, mentre un laboratorio americano ha comunicato di essere riuscito per la prima volta, grazie alla fusione nucleare, a produrre più energia di quella consumata nel bilancio dell’esperimento.

Per la sola Italia i recenti incendi che hanno colpito Sardegna, Sicilia, Lazio, Marche ed Abruzzo comportano la perdita di circa 60mila ettari di bosco e un incremento delle emissioni di CO2 del 7,1% sul dato nazionale totale del 2020. Non è ancora possibile fornire una valutazione quantitativa attendibile sull’incremento delle emissioni di particolato ascrivibili a questi incendi massivi.

Secondo i dati elaborati da “Ener2Crowd.com”, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico, la situazione è allarmante e ci allontana dall’impegno nazionale di riduzione delle emissioni assunto verso una dimensione globale “net zero emission”, andando ad acuire il problema della deforestazione. A livello mondiale, la loro ricerca ha preso in esame gli effetti del cambiamento climatico, nonché il peso della tecnologia e quello impositivo: “Il danno ambientale diretto legato all’aumento della CO2 causato dagli incendi è stimabile in circa 154 miliardi di euro, mentre gli investimenti necessari per compensare queste emissioni vanno dai 123 miliardi di euro necessari a finanziare progetti green accessibili tramite l’energy crowdfunding ai 246 miliardi di euro di riforestazione diretto”. Ma la stima non comprende le ricadute in termini di costi sanitari indotti dagli effetti dell’aumento di particolato nell’atmosfera respirabile.

Il deterioramento della qualità dell’aria che respiriamo, soprattutto nella Pianura Padana, da molti anni pregiudica la salute pubblica. Se il particolato atmosferico (stessa dimensione dei batteri) sfugge all’immediata percezione del cittadino, i dati forniti dall’OMS e unanimemente dalla comunità scientifica descrivono, con buona approssimazione, una realtà delle cose che comporterebbe un tasso di 40.000 morti premature l’anno nella sola Italia riconducibili alla quotidiana inalazione di polveri sottili: come se precipitasse un aereo ogni due giorni. E il decreto legislativo N.155/2010 ne prende atto! Come pure la Commissione Europea che ha deferito il nostro Paese alla Corte di Giustizia per inquinamento atmosferico.

Del resto già l’anomala distribuzione dei tassi di mortalità dell’epidemia di Sars, nelle regioni più endemicamente vessate da inquinamento atmosferico, indusse il governo cinese al finanziamento di una ricerca scientifica per stabilire l’entità di una eventuale correlazione tra indebolimento della risposta fisiologica all’infezione e l’ambiente.

Lo studio delle cause e degli effetti dell’inquinamento da polveri sottili è in continua evoluzione, ma alcune soluzioni per arginare il fenomeno sono già di consolidata acquisizione, probabilmente austere, crude e difficili da digerire dal punto di vista del necessario investimento pubblico e del sacrificio individuale di ciascuno. Ma, come sul finire degli anni Ottanta del secolo scorso fu fatto per il fumo di sigaretta, bisognerà arrivare a una formale valutazione di bilancio sull’impatto dei costi socio-sanitari che l’inquinamento da polveri sottili comporta.

Alla luce della crisi che stiamo vivendo la quale sembra rivelarsi primariamente ambientale, è davvero urgente porre al centro delle attenzioni istituzionali anche la questione del “virus” particolato atmosferico per rendere effettiva anche in questo ambito nei suoi diversi e complessi aspetti la tutela della salute pubblica.

Garanzia Civica è desiderosa di comprendere come il governo intenda procedere per arginare questo fenomeno, condividendo proposte e idee. Con la presente, chiede pertanto un incontro presso le sedi istituzionali.

Ringraziando per l’attenzione che vorrete dedicare, cordialmente salutiamo.

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