Il Cdm "libera" le concessioni balneari . Retroscena clamoroso: salta Draghi? "Chiesto l'intervento di Mattarella"

"Tutti i partiti si stanno impegnandosi a far saltare il governo". Il retroscena di Dagospia, velenoso, forse non va lontano dalla realtà. Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla ricezione della Direttiva Bolkenstein sulle concessioni balneari, aprendo il settore alle gare pubbliche. Federbalneari ha già chiesto un tavolo per aprire una trattativa, Assobalneari parla già di valanga di ricorsi e una class action. La Lega, da sempre contraria alla Bolkenstein, per bocca del sottosegretario al Turismo Gian Marco Centinaio precisa: "Il testo approvato dal Cdm è migliorato rispetto alla proposta iniziale, grazie all'accoglimento di alcune nostre proposte. Ora siamo già al lavoro, anche con le associazioni del settore, per cambiare e migliorare il testo in Parlamento. L'auspicio è farlo insieme al resto del centrodestra: è prioritario tutelare lavoro, investimenti e sacrifici di imprenditori e lavoratori Balneari". Parole che fanno infuriare il Pd: "Assistiamo ancora una volta a una inammissibile doppiezza e inaffidabilità della Lega: prima i ministri leghisti approvano il testo in cdm e cinque minuti dopo Matteo Salvini lo rimette in discussione preannunciando presunte migliorie parlamentari", attacca Antonio Misiani, responsabile Economia del Nazareno.         E Mario Draghi? Se la vede brutta, perché in fondo, nota sempre Dago, "dalle concessioni balneari alla riforma della giustizia, dal super bonus edilizio al “caro bollette” fino alla durata del Green Pass, sono tutti a caccia di consensi per le Amministrative di primavera". Anche per questo il premier avrebbe avvisato tutti: "In caso di sfiducia parlamentare, il governo va a casa. Non esiste una terza via".         Di fronte al pressing incrociato dei partiti, scrive il sito fondato e diretto da Roberto D'Agostino, Draghi avrebbe anche "chiesto "l'intervento “sotterraneo” di Sergio Mattarella che dal canto suo si sarebbe "impegnato a far sapere ai leader dei vari partiti che, in caso di 'tonfi' parlamentari dell'esecutivo, non essendo più nel semestre bianco, è pronto a sciogliere le Camere e indire subito nuove elezioni politiche". Una situazione che, al momento, farebbe felice solo Fratelli d'Italia e Gigiona Meloni. L'unico partito all'opposizione.    

Il Cdm "libera" le concessioni balneari . Retroscena clamoroso: salta Draghi? "Chiesto l'intervento di Mattarella"

"Tutti i partiti si stanno impegnandosi a far saltare il governo". Il retroscena di Dagospia, velenoso, forse non va lontano dalla realtà. Il Consiglio dei ministri dà il via libera alla ricezione della Direttiva Bolkenstein sulle concessioni balneari, aprendo il settore alle gare pubbliche. Federbalneari ha già chiesto un tavolo per aprire una trattativa, Assobalneari parla già di valanga di ricorsi e una class action. La Lega, da sempre contraria alla Bolkenstein, per bocca del sottosegretario al Turismo Gian Marco Centinaio precisa: "Il testo approvato dal Cdm è migliorato rispetto alla proposta iniziale, grazie all'accoglimento di alcune nostre proposte. Ora siamo già al lavoro, anche con le associazioni del settore, per cambiare e migliorare il testo in Parlamento. L'auspicio è farlo insieme al resto del centrodestra: è prioritario tutelare lavoro, investimenti e sacrifici di imprenditori e lavoratori Balneari". Parole che fanno infuriare il Pd: "Assistiamo ancora una volta a una inammissibile doppiezza e inaffidabilità della Lega: prima i ministri leghisti approvano il testo in cdm e cinque minuti dopo Matteo Salvini lo rimette in discussione preannunciando presunte migliorie parlamentari", attacca Antonio Misiani, responsabile Economia del Nazareno.

 

 

 

 

E Mario Draghi? Se la vede brutta, perché in fondo, nota sempre Dago, "dalle concessioni balneari alla riforma della giustizia, dal super bonus edilizio al “caro bollette” fino alla durata del Green Pass, sono tutti a caccia di consensi per le Amministrative di primavera". Anche per questo il premier avrebbe avvisato tutti: "In caso di sfiducia parlamentare, il governo va a casa. Non esiste una terza via".

 

 

 

 

Di fronte al pressing incrociato dei partiti, scrive il sito fondato e diretto da Roberto D'Agostino, Draghi avrebbe anche "chiesto "l'intervento “sotterraneo” di Sergio Mattarella che dal canto suo si sarebbe "impegnato a far sapere ai leader dei vari partiti che, in caso di 'tonfi' parlamentari dell'esecutivo, non essendo più nel semestre bianco, è pronto a sciogliere le Camere e indire subito nuove elezioni politiche". Una situazione che, al momento, farebbe felice solo Fratelli d'Italia e Gigiona Meloni. L'unico partito all'opposizione.