Linkiesta: I tre schemi di gioco per il Colle, secondo Matteo Renzi

«Suggerirei prudenza su chi bruciare al primo turno», dice il leader di Italia Viva. «Non candiderei nessuno alla prima, con il quorum alto e i positivi per Covid. Dico prudenza. Ma io scommetto che il 27 gennaio avremo un presidente. O una presidente»

Linkiesta: I tre schemi di gioco per il Colle, secondo Matteo Renzi

Il centrodestra può essere regista dell’elezione del presidente della Repubblica, ma solo se «evita di “bersanizzarsi”» e sceglie un candidato «che va bene anche agli altri», perché andando alla conta su Silvio Berlusconi rischia di dover affrontare una sorta di «ballottaggio» molto pericoloso alla quarta votazione. Lo ha detto Matteo Renzi a Metropolis, il format digitale del Gruppo Gedi condotto da Gerardo Greco. «Se i leader del centrodestra fanno l’errore di Bersani nel 2013 sono finiti».

«Nel mio piccolo», spiega Renzi, «se posso dare un suggerimento a chi farà il “king maker” è: sul presidente della Repubblica mai innamorarsi di una sola idea».

Secondo il leader di Italia Viva, ci sono «tre schemi di gioco diversi: il primo è il presidente eletto “nell’ambito del centrodestra”, come dice Salvini. Hanno 460 grandi elettori, se sono bravi e trovano un nome del centrodestra che va bene anche agli altri, apprezzato dal centrosinistra o comunque votato anche da un pezzo del centrosinistra… Ce ne sono di personalità. In quel caso: game, set, match». E difficilmente, in questo caso, si tratterebbe di Silvio Berlusconi.

Il secondo schema è «lo schema Draghi: io non mi straccio le vesti, dico se sta a Palazzo Chigi sono contento, se sta al Quirinale sono contento». Poi c’è «la terza ipotesi, cioè che si vada allo scontro su Berlusconi. Cioè che il centrodestra, non alla prima ma alla quarta votazione, porti Berlusconi. A quel punto si apre invece lo spazio perché vi sia una conta tra Berlusconi e un candidato di tutto il resto dello schieramento. Secondo me ove si andasse a questa sorta di ballottaggio è tutt’altro che sicuro che Berlusconi prenda i voti che qualcuno immagina. Dopodiché, trovo sagge le parole di Gianni Letta, ha fatto un appello molto serio. Le sue parole definiscono uno schema di gioco completamente diverso da quello della conta…».

Sul bis di Mattarella, se la situazione dei contagi non consentisse serenamente l’elezione, Renzi dice che «continuare a parlare del bis sia in qualche misura andare contro i suoi desiderata». Oltre al fatto che «per rieleggere un presidente bisogna che glielo chiedano tutti. Al momento non li vedo Salvini e Meloni a farlo».

E se Draghi andasse al Quirinale, Renzi spiega che sarebbe disposto a «ragionare» sul «governo dei leader» chiesto da Salvini. Ma «se mi dice: tu, Matteo, vai a fare il ministro? No, grazie. Ho già dato. C’è un tempo per ogni cosa».

Ma c’è un’altra ipotesi, che il centrosinistra faccia quello che il centrodestra fece su Prodi, cioè non partecipi alla votazione su Berlusconi. «La scelta di non partecipare innanzitutto sarebbe uno sgarbo istituzionale, che noi contestammo quando fu fatta dal centrodestra», dice Renzi. «Perché l’Aventino sul presidente della Repubblica secondo me non si fa. Ma il capolavoro sarebbe se quelli poi se lo eleggono… Invece io credo che il centrodestra si prenda un bel rischio se va alla conta. Non credo che il centrodestra possa permettersi di andare a sbattere sul presidente della Repubblica. E quindi credo che cercheranno una soluzione».

E conclude: «Suggerirei prudenza su chi bruciare al primo turno: non candiderei nessuno alla prima, con il quorum alto e i positivi per Covid. Dico prudenza. Ma io scommetto che il 27 gennaio avremo un presidente. O una presidente».

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