Green pass, il governo tira dritto. Il garante: «A Trieste sciopero illegittimo». La rabbia dei lavoratori: «Siamo in dittatura»

Nessun rinvio dell'entrata in vigore dell'obbligo di certificazione verde. I lavoratori portuali triestini avevano aperto al dialogo solo in caso di proroga L'articolo Green pass, il governo tira dritto. Il garante: «A Trieste sciopero illegittimo». La rabbia dei lavoratori: «Siamo in dittatura» proviene da Open.

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Il blocco del porto di Trieste proclamato dal sindacato Clpt è stato dichiarato illegittimo dalla Commissione di garanzia degli scioperi. A renderlo noto è stato un comunicato firmato dal presidente della commissione, Giuseppe Santoro Passarelli. Immediata la reazione del sindacato dei lavoratori: «Crediamo che qui il governo lanci un chiaro messaggio: ‘Siamo in dittatura e si fa come vogliamo noi’. Bene, il Coordinamento lavoratori portuali di Trieste risponde che crediamo nella Costituzione italiana e quindi siamo convinti di essere in democrazia. Democrazia contro dittatura? La democrazia vincerà». Nella giornata di oggi, alla vigilia dello sciopero, Alessandro Volk, componente del direttivo del Coordinamento lavoratori portuali Trieste, aveva detto: «Siamo determinati sulle nostre posizioni, ma siamo sempre disponibili a discutere con chiunque». Se il governo dovesse posticipare l’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass, «prenderemmo nota e ci adegueremmo, non avrebbe senso domani bloccare il porto. Se per esempio il governo proponesse una proroga al 30 ottobre sarebbe una mossa intelligente da parte dell’esecutivo per prendere un po’ di tempo e trovare poi una soluzione», ha detto Volk.

A stretto giro, il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri ha fatto sapere: «Abbiamo chiesto di rinviare l’applicazione del Green pass almeno fino alla fine di ottobre, ma la risposta è stata negativa. Il governo ritiene che sia uno strumento indispensabile». Sul rifiuto di annullare la mobilitazione a fronte della disponibilità delle aziende di farsi carico del costo del tampone, Volk ha detto: «Perché solo ai lavoratori portuali? Gli altri lavoratori valgono di meno? In ogni caso verrebbe pagato solo da alcune aziende, altre non pagherebbero. Quindi è una situazione fuori da qualsiasi norma. Si crea discriminazione nella discriminazione: tutti i lavoratori devono avere lo stesso tipo di trattamento». Per questo «la cosa più semplice e intelligente è ritirare questo decreto». Il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste ha aderito allo sciopero indetto dal 15 al 20 ottobre dei sindacati Fisi e Confsafi. «Non assicuro che sarà uno sciopero a oltranza, ci sono tante teste», ha detto Massimo Giurissevich, un rappresentante del Coordinamento lavoratori portuali Trieste.

In copertina ANSA/ BENEDETTA MORO | Camion all’esterno del porto di Trieste, 13 ottobre 2021.

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