Finale-shock al Rallye di Montecarlo: fora Ogier, vince Loeb!

Si sarebbe decisa sul filo dei decimi di secondo - senza la penalità di Ogier, ma comunque a favore di Loeb - una delle edizioni più appassionanti ed incerte del Rallye di Montecarlo: la novantesima ma soprattutto quella che ha aperto l'era "ibrida" della disciplina, riservata alle auto "Rally1". Il nove volte iridato alsaziano (che da parte sua colleziona l'ottantesima vittoria iridata) non si imponeva più nel Mondiale dal 2018 (Rally Catalunya con la Citroen C3 WRC), anche perché negli ultimi anni si era dedicato quasi esclusivamente ai rally avventura, salendo tre volte sul podio (due volte secondo - compresa quest'anno - ed un volta terzo) in sei partecipazioni alla Dakar. Il suo ultimo titolo iridato risaliva invece addirittura al 2012- un intero decennio fa. A Montecarlo sembrava però che nulla potesse impedire al suo erede Ogier di mettere a segno la nona vittoria. Invece, alla penultima PS (La Penne-Collongues 2) una foratura ha spezzato il sogno del campione della Toyota che da ventiquattro secondi da amministrare più o meno agevolmente sul rivale si è ritrovato con nove e mezzo da recuperare ad ogni costo e con limitate possibilità di farcela, vista la scarsità di tempo (più che altro di chilometri) a disposizione per provarci. Missione appena appena possibile, quindi, ed in fin dei conti sfiorata.   Peccato solo per la penalità rimediata da Ogier per jump start al via dei quattordici chilometri e 260 metri della Power Stage finale Briançonnet-Entrevaux 2. Alle spalle di Loeb (navigato da Isabelle Galmiche) e di Ogier (copilota Benjamin Veillas), separati nella classifica finale da... dieci secondi e cinque decimi, il podio lo completano Craig Breen e Paul Nagle, compagni di squadra dei vincitori nel team M-Sport. Staccato però di un minuto, 39 secondi ed otto decimi - l'equipaggio irlandese - dalla Puma Rally1 gemella. Dal quarto al sesto posto si classificano Kalle Rovanpera-Jonne-Halttunen (Toyota GR Yaris), Gus-Greensmith-Jonas Andersson (Ford Puma) e Thierry Neuville-Martijn-Wydaeghe con la migliore delle Hyundai i20 che non sono però mi riuscite ad entrare nel vivo della battaglia per la vittoria finale. 

Finale-shock al Rallye di Montecarlo: fora Ogier, vince Loeb!

Si sarebbe decisa sul filo dei decimi di secondo - senza la penalità di Ogier, ma comunque a favore di Loeb - una delle edizioni più appassionanti ed incerte del Rallye di Montecarlo: la novantesima ma soprattutto quella che ha aperto l'era "ibrida" della disciplina, riservata alle auto "Rally1". Il nove volte iridato alsaziano (che da parte sua colleziona l'ottantesima vittoria iridata) non si imponeva più nel Mondiale dal 2018 (Rally Catalunya con la Citroen C3 WRC), anche perché negli ultimi anni si era dedicato quasi esclusivamente ai rally avventura, salendo tre volte sul podio (due volte secondo - compresa quest'anno - ed un volta terzo) in sei partecipazioni alla Dakar. Il suo ultimo titolo iridato risaliva invece addirittura al 2012- un intero decennio fa. A Montecarlo sembrava però che nulla potesse impedire al suo erede Ogier di mettere a segno la nona vittoria. Invece, alla penultima PS (La Penne-Collongues 2) una foratura ha spezzato il sogno del campione della Toyota che da ventiquattro secondi da amministrare più o meno agevolmente sul rivale si è ritrovato con nove e mezzo da recuperare ad ogni costo e con limitate possibilità di farcela, vista la scarsità di tempo (più che altro di chilometri) a disposizione per provarci. Missione appena appena possibile, quindi, ed in fin dei conti sfiorata.

 

Peccato solo per la penalità rimediata da Ogier per jump start al via dei quattordici chilometri e 260 metri della Power Stage finale Briançonnet-Entrevaux 2. Alle spalle di Loeb (navigato da Isabelle Galmiche) e di Ogier (copilota Benjamin Veillas), separati nella classifica finale da... dieci secondi e cinque decimi, il podio lo completano Craig Breen e Paul Nagle, compagni di squadra dei vincitori nel team M-Sport. Staccato però di un minuto, 39 secondi ed otto decimi - l'equipaggio irlandese - dalla Puma Rally1 gemella.

Dal quarto al sesto posto si classificano Kalle Rovanpera-Jonne-Halttunen (Toyota GR Yaris), Gus-Greensmith-Jonas Andersson (Ford Puma) e Thierry Neuville-Martijn-Wydaeghe con la migliore delle Hyundai i20 che non sono però mi riuscite ad entrare nel vivo della battaglia per la vittoria finale.