Da Messi a Mbappé: il cambio di consegne che segna una svolta nel calcio mondiale

Se non è un passaggio di consegne, poco ci manca. L'andata più attesa degli ottavi di Champions ha regalato altre suggestioni, come un Real Madrid versione provinciale italiana anni '70, con l'autobus parcheggiato sulla trequarti e i due esterni offensivi chiamati a seguire i terzini avversari. Anche questo, se vogliamo, un cambio di consegne, con il Psg nella parte che una volta era quella preferita dai blancos. Messi, piazzato in una posizione ibrida un po' falso nueve e un po' organizzatore di gioco, si è andato a cercare la posizione seguendo il suo indiscutibile estro. Certi lanci, i tentativi di servire il compagno lanciato in velocità e le giocate a muro con qualche compagno, hanno ricordato il Leo dei bei tempi ma è sempre mancato qualcosa per riconoscere il fuoriclasse assoluto in grado di cambiare le partite. Il modo in cui ha calciato un rigore di importanza vitale, poi, è sembrato il manifesto programmatico dell'attuale fase della carriera del campionissimo argentino. L'opinione pubblica francese sta storcendo il naso già da un po' e la pagella dell'Equipe è impietosa: "A conti fatti la sua stagione fin qui al Psg in termini realizzativi si sta dimostrando a dir poco fallimentare: solo 7 i centri in 21 partite disputate". Con Neymar non al meglio, e in campo solo nel finale, il Psg ha la fortuna di avere rifiutato la camionata di milioni che proprio il Real aveva offerto per portare Mbappé a Madrid. E anche se il passaggio sembra solo rimandato, Kylian è ancora a Parigi e, da quelle parti, possono continuare a goderselo e ad approfittare della sua velocità e dei suoi gol. Nella partita del Parco dei Principi ha messo in mostra il repertorio completo, fatto di scatti improvvisi, lampi che bruciano istanti che sembrano immobili e si accendono all'improvviso volando di pari passo con questo folletto che punta la porta avversaria. All'ultimo minuto di recupero, poi, offre il regalo più succulento a chi sposa con convinzione il paradigma della partita risolta dalla giocata e dalla fantasia individuale. Passa in mezzo a due difensori del Real e fa secco un Courtois fino a quel momento impeccabile. Applausi e ovazioni per una stella che brilla già da tempo nel firmamento del calcio mondiale.  

Da Messi a Mbappé: il cambio di consegne che segna una svolta nel calcio mondiale

Se non è un passaggio di consegne, poco ci manca. L'andata più attesa degli ottavi di Champions ha regalato altre suggestioni, come un Real Madrid versione provinciale italiana anni '70, con l'autobus parcheggiato sulla trequarti e i due esterni offensivi chiamati a seguire i terzini avversari. Anche questo, se vogliamo, un cambio di consegne, con il Psg nella parte che una volta era quella preferita dai blancos. Messi, piazzato in una posizione ibrida un po' falso nueve e un po' organizzatore di gioco, si è andato a cercare la posizione seguendo il suo indiscutibile estro. Certi lanci, i tentativi di servire il compagno lanciato in velocità e le giocate a muro con qualche compagno, hanno ricordato il Leo dei bei tempi ma è sempre mancato qualcosa per riconoscere il fuoriclasse assoluto in grado di cambiare le partite. Il modo in cui ha calciato un rigore di importanza vitale, poi, è sembrato il manifesto programmatico dell'attuale fase della carriera del campionissimo argentino. L'opinione pubblica francese sta storcendo il naso già da un po' e la pagella dell'Equipe è impietosa: "A conti fatti la sua stagione fin qui al Psg in termini realizzativi si sta dimostrando a dir poco fallimentare: solo 7 i centri in 21 partite disputate".

Con Neymar non al meglio, e in campo solo nel finale, il Psg ha la fortuna di avere rifiutato la camionata di milioni che proprio il Real aveva offerto per portare Mbappé a Madrid. E anche se il passaggio sembra solo rimandato, Kylian è ancora a Parigi e, da quelle parti, possono continuare a goderselo e ad approfittare della sua velocità e dei suoi gol. Nella partita del Parco dei Principi ha messo in mostra il repertorio completo, fatto di scatti improvvisi, lampi che bruciano istanti che sembrano immobili e si accendono all'improvviso volando di pari passo con questo folletto che punta la porta avversaria. All'ultimo minuto di recupero, poi, offre il regalo più succulento a chi sposa con convinzione il paradigma della partita risolta dalla giocata e dalla fantasia individuale. Passa in mezzo a due difensori del Real e fa secco un Courtois fino a quel momento impeccabile. Applausi e ovazioni per una stella che brilla già da tempo nel firmamento del calcio mondiale.