"Crisi di governo? A parole nessuno la vuole, ma...". Marcello Sorgi: la spirale che può travolgere Mario Draghi

Per Mario Draghi il 2022 non può trasformarsi in "un anno di propaganda" e non intende transigere. Il presidente del Consiglio, scrive Marcello Sorgi nel suo editoriale su La Stampa, vuole che il 2022 sia "un anno esemplare", "volto a dimostrare che l'Italia è in grado di meritare la seconda tranche di aiuti del Pnrr, non solo perché capace di realizzare i progetti, ma anche le riforme che la Commissione europea si aspetta".     Ma questa impostazione di Draghi, avverte l'editorialista, "rischia di mettere, o rimettere il presidente del consiglio in conflitto con la sua maggioranza, tutta o in parte, com'è già avvenuto con i 5 stelle sul Superbonus del 110%". Il premier infatti "è deciso a fare il suo lavoro come deve, non come vorrebbero i singoli partiti. Ed è anche consapevole che una crisi, che a parole nessuno dichiara di volere, potrebbe innescare la spirale verso elezioni anticipate che in Parlamento tutti intendono evitare a qualsiasi costo".     Del resto, gli scontri nella maggioranza di governo sono già sotto gli occhi di tutti, dalle concessioni balneari al caro-bollette. "Ci sono poi altri temi, come quelli legati al lavoro, che sollecitano sindacati e sinistra Pd e premono sul ministro Orlando", osserva Sorgi. "La ripresa post-Quirinale, per Draghi rimasto a Palazzo Chigi alla guida del governo, si annuncia turbolenta". La maggioranza riuscirà a restare insieme?  

"Crisi di governo? A parole nessuno la vuole, ma...". Marcello Sorgi: la spirale che può travolgere Mario Draghi

Per Mario Draghi il 2022 non può trasformarsi in "un anno di propaganda" e non intende transigere. Il presidente del Consiglio, scrive Marcello Sorgi nel suo editoriale su La Stampa, vuole che il 2022 sia "un anno esemplare", "volto a dimostrare che l'Italia è in grado di meritare la seconda tranche di aiuti del Pnrr, non solo perché capace di realizzare i progetti, ma anche le riforme che la Commissione europea si aspetta".

 

 

Ma questa impostazione di Draghi, avverte l'editorialista, "rischia di mettere, o rimettere il presidente del consiglio in conflitto con la sua maggioranza, tutta o in parte, com'è già avvenuto con i 5 stelle sul Superbonus del 110%". Il premier infatti "è deciso a fare il suo lavoro come deve, non come vorrebbero i singoli partiti. Ed è anche consapevole che una crisi, che a parole nessuno dichiara di volere, potrebbe innescare la spirale verso elezioni anticipate che in Parlamento tutti intendono evitare a qualsiasi costo".

 

 

Del resto, gli scontri nella maggioranza di governo sono già sotto gli occhi di tutti, dalle concessioni balneari al caro-bollette. "Ci sono poi altri temi, come quelli legati al lavoro, che sollecitano sindacati e sinistra Pd e premono sul ministro Orlando", osserva Sorgi. "La ripresa post-Quirinale, per Draghi rimasto a Palazzo Chigi alla guida del governo, si annuncia turbolenta". La maggioranza riuscirà a restare insieme?