Coronavirus, la Corea del Nord diserta le Olimpiadi di Tokyo «per il rischio Covid». Negli Usa la variante inglese rilevata in tutti i 50 stati

La decisione di Pyongyang è un colpo alle speranze di riavviare il processo di disgelo: «Dobbiamo proteggere gli atleti». Gli Usa accelerano sui vaccini: completamente immunizzato il 19% della popolazione L'articolo Coronavirus, la Corea del Nord diserta le Olimpiadi di Tokyo «per il rischio Covid». Negli Usa la variante inglese rilevata in tutti i 50 stati proviene da Open.

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COREA DEL NORD

EPA/KCNA | Il leader nordcoreano Kim Jong-un.

I Giochi come un’occasione (mancata) per riavviare il dialogo

La Corea del Nord non parteciperà alle Olimpiadi di Tokyo in programma questa estate. La motivazione ufficiale è la volontà di «proteggere gli atleti dalla crisi sanitaria globale causata dal Covid-19», ha fatto sapere il dipartimento delle comunicazioni del ministero dello Sport. La notizia ha una forte valenza politica e diplomatica, oltre che sportiva. I Giochi olimpici avrebbero potuto rivelarsi un’occasione importante per innescare la ripresa del dialogo tra Corea del Nord e Usa, compromesso dal fallimento del vertice di Hanoi tra Kim Jong-un e Donald Trump nel febbraio 2019.

Pyongyang, potenza nucleare isolata da gran parte del resto del mondo, aveva preso parte alle ultime Olimpiadi invernali in Corea del Sud, evento decisivo nel riavvicinamento diplomatico avvenuto nel 2018. Kim Yo-jong, sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, aveva presenziato come inviata del fratello e il presidente sudcoreano Moon Jae-in aveva sfruttato l’evento per dare il la alla mediazione tra Pyongyang e Washington, poi sfociata negli incontri tra Kim e l’allora presidente americano Trump.

USA

EPA/JUSTIN LANE | In coda per la vaccinazione al Jacob K. Javits Convention Center di New York.

Il 32% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino

Almeno 15.000 casi riconducibili alla variante di Coronavirus individuata per la prima volta nel Regno Unito sono stati segnalati in tutti i 50 stati degli Usa. Si tratta della prima volta che accade, fanno notare i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc). La Florida è lo stato con il maggior numero di casi confermati di variante inglese (3.191), nota per essere più contagiosa dei ceppi precedenti. Il Michigan, che sta sperimentando una impennata nei contagi, ha il secondo maggior numero di casi confermati (1.649). Gli ultimi dati confermano la diffusione negli Usa anche delle varianti inizialmente rilevate in Sudafrica (in 32 stati e Washington DC) e Brasile (25 stati).

Sul fronte della campagna vaccinale, gli ultimi dati evidenziano una accelerazione delle somministrazioni negli Usa. Al momento sono state somministrate più di 167 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19, circa l’80% delle 207.891.395 dosi consegnate. La media negli ultimi sette giorni è di circa 3,1 milioni di dosi al giorno. Complessivamente, circa il 32% della popolazione statunitense (più di 107,5 milioni di persone) ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e quasi il 19% della popolazione (62 milioni di persone) è completamente vaccinata, secondo i dati del Cdc.

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