Bologna, il seggio di quartiere assegnato per errore a Forza Italia va a Potere al popolo (che aveva ottenuto più voti): la decisione del Tar

Per un errore giudicato “macroscopico” dal tribunale amministrativo, il posto nel consiglio di quartiere San Donato-San Vitale spettante a Stefano Cimato (Pap) era stato assegnato a Costanza Bendinelli (FI), che ora dovrà lasciare la carica. Annullati anche tutti gli atti finora adottati dall'organo, composto in modo illegittimo. Il Comune di Bologna è stato condannato a pagare tutte le spese legali e rischia pure una condanna per danno erariale L'articolo Bologna, il seggio di quartiere assegnato per errore a Forza Italia va a Potere al popolo (che aveva ottenuto più voti): la decisione del Tar proviene da Il Fatto Quotidiano.

Bologna, il seggio di quartiere assegnato per errore a Forza Italia va a Potere al popolo (che aveva ottenuto più voti): la decisione del Tar

Un errore “macroscopico” che “incomprensibilmente” escludeva un candidato eletto dal suo legittimo seggio. Così il Tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Emilia-Romagna ha motivato la sostituzione nel consiglio di quartiere San Donato-San Vitale, a Bologna, di Costanza Bendinelli (Forza Italia) proclamata pur avendo ottenuto meno voti, a favore di Stefano Cimato di Potere al popolo. Il Tar ha dato ragione al partito della sinistra radicale, che lamentava un “furto di democrazia” ai danni di Cimato: 1418, infatti, erano stati i voti raccolti da Pap, 1235 quelli di FI.

A seguito della decisione del giudice amministrativo, Bendinelli dovrà lasciare il seggio: sono stati annullati anche tutti gli atti finora adottati dal consiglio di quartiere, composto in modo illegittimo. Il Comune di Bologna, inoltre, è stato condannato a pagare tutte le spese legali. E rischia pure una condanna per danno erariale: il Tar ha inviato gli atti alla Corte dei conti per la valutazione. Ma non solo: l’annullamento di tutti gli atti “incriminati” da parte del consiglio San Donato-San Vitale potrebbe addirittura travolgere il bilancio del Comune di Bologna, approvato anche grazie al parere obbligatorio (ma non vincolante) del consiglio stesso. Non è escluso che il Comune – che secondo gli attivisti di Potere al popolo avrebbe dovuto agire in autotutela, rimediando velocemente a quello che appariva come un chiaro errore – faccia a sua volta ricorso.

La vicenda paradossale ha origine nelle elezioni che il 3 e 4 ottobre scorso hanno portato a Palazzo D’Accursio il sindaco del Pd Matteo Lepore, eletto con il 61,9%. Nessun eletto nel Consiglio comunale per Potere al popolo, che presentava come candidata sindaca la portavoce nazionale Marta Collot, fermatasi al 2,49%. In due quartieri, però, Pap ha portato due eletti: Pietro Pasquariello al Navile (comprendente la Bolognina) e Stefano Cimato, in arte Steno, leader del gruppo musicale oi! Nabat e fondatore dell’associazione Vecchio Son, a San Donato-San Vitale (zona nord-est della città, comprendente il rione Pilastro).

A sorpresa, però, il tribunale aveva proclamato Bendinelli al posto di Cimato, nonostante la stessa candidata azzurra, su Twitter, si rammaricasse per non aver ottenuto il seggio, dando per scontata la sconfitta. Salvo poi insediarsi lo stesso approfittando dell’errore. Lo scorso 27 ottobre gli attivisti di Pap hanno protestato durante il primo consiglio, sospeso per oltre un’ora, alla presenza del sindaco. Sulla questione, Lepore si era limitato a consigliare ai manifestanti di seguire le vie ordinarie, ovvero il ricorso. Il Tar, ora, ha stabilito che le loro proteste erano giuste.

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