Biden rinvia pubblicazione documenti segreti sul caso Jfk. Il nipote: "Vergogna"

Joe Biden ha posticipato la pubblicazione dei documenti segreti sull’assassinio di John F. Kennedy attribuendo il nuovo ritardo alla pandemia. La documentazione doveva essere pubblicata domani, ma la data è slittata: sarà resa nota in due tranche, una più avanti nel corso dell’anno e un’altra nel 2022. La Casa Bianca ha spiegato che il posticipo segue la raccomandazione degli archivisti nazionali, secondo i quali la pandemia “ha avuto un impatto significativo sulle agenzie” responsabili della revisione dei documenti.Colpa del Covid, insomma. Cosa che non convince molti, compresa la famiglia Kennedy. ”È una vergogna, una vergogna contro la democrazia” ha commentato il nipote di Jfk, Robert F. Kennedy. “Non dovremmo avere segreti governativi all’interno del governo: e come diavolo è possibile, dopo 58 anni, giustificare il fatto di non pubblicare questi documenti?”. Anche un altro nipote di Jfk, PatrickKennedy, figlio dello scomparso senatore Ted Kennedy ed ex deputato di Rhode Island, ha criticato la decisione di Biden. La pubblicazione che sarebbe importante, ha detto, non tanto per la famiglia Kennedy, ma perché i cittadini americani hanno il diritto di conoscere tutto “su qualcosa che ha lasciato una cicatrice nell’anima della nostra nazione che perse non solo un presidente ma anche la promessa di un futuro migliore”.Approvata nel 1992, in risposta agli interrogativi sull’omicidio del presidente Kennedy avanzati nel film di Oliver Stone “Jfk”, la legge ha istituito una commissione indipendente per raccogliere tutti i documenti governativi relativi ai fatti avvenuti a Dallas il 22 novembre 1963 per poi pubblicarli. La maggior parte dei documenti raccolti dalla commissione sono stati pubblicati tra il 1994 ed il 1998. Ma i documenti ritenuti più sensibili - in tutto 15mila, in maggioranza della Cia ed in misura minore dell’Fbi - sono rimasti ancora riservati, o sono stati pubblicati con pagine interamente coperte dagli omissis.“Il nuovo rinvio temporaneo è necessario per difendersi dal danneggiare la difesa militare, le operazioni di intelligence, le forze dell’ordine o la politica estera in un modo così grave che superi l’interesse pubblico di una diffusione immediata” conclude la Casa Bianca che ribadisce l’impegno dell’amministrazione Biden di “garantire la massima pubblicazione possibile entro la fine del 2022″, citando anche il progetto degli archivi nazionali di digitalizzare tutti i documenti, oltre 300mila, relativi a Jfk. 

Biden rinvia pubblicazione documenti segreti sul caso Jfk. Il nipote: "Vergogna"

Joe Biden ha posticipato la pubblicazione dei documenti segreti sull’assassinio di John F. Kennedy attribuendo il nuovo ritardo alla pandemia. La documentazione doveva essere pubblicata domani, ma la data è slittata: sarà resa nota in due tranche, una più avanti nel corso dell’anno e un’altra nel 2022. La Casa Bianca ha spiegato che il posticipo segue la raccomandazione degli archivisti nazionali, secondo i quali la pandemia “ha avuto un impatto significativo sulle agenzie” responsabili della revisione dei documenti.

Colpa del Covid, insomma. Cosa che non convince molti, compresa la famiglia Kennedy. ”È una vergogna, una vergogna contro la democrazia” ha commentato il nipote di Jfk, Robert F. Kennedy. “Non dovremmo avere segreti governativi all’interno del governo: e come diavolo è possibile, dopo 58 anni, giustificare il fatto di non pubblicare questi documenti?”. Anche un altro nipote di Jfk, Patrick
Kennedy, figlio dello scomparso senatore Ted Kennedy ed ex deputato di Rhode Island, ha criticato la decisione di Biden. La pubblicazione che sarebbe importante, ha detto, non tanto per la famiglia Kennedy, ma perché i cittadini americani hanno il diritto di conoscere tutto “su qualcosa che ha lasciato una cicatrice nell’anima della nostra nazione che perse non solo un presidente ma anche la promessa di un futuro migliore”.

Approvata nel 1992, in risposta agli interrogativi sull’omicidio del presidente Kennedy avanzati nel film di Oliver Stone “Jfk”, la legge ha istituito una commissione indipendente per raccogliere tutti i documenti governativi relativi ai fatti avvenuti a Dallas il 22 novembre 1963 per poi pubblicarli. La maggior parte dei documenti raccolti dalla commissione sono stati pubblicati tra il 1994 ed il 1998. Ma i documenti ritenuti più sensibili - in tutto 15mila, in maggioranza della Cia ed in misura minore dell’Fbi - sono rimasti ancora riservati, o sono stati pubblicati con pagine interamente coperte dagli omissis.

“Il nuovo rinvio temporaneo è necessario per difendersi dal danneggiare la difesa militare, le operazioni di intelligence, le forze dell’ordine o la politica estera in un modo così grave che superi l’interesse pubblico di una diffusione immediata” conclude la Casa Bianca che ribadisce l’impegno dell’amministrazione Biden di “garantire la massima pubblicazione possibile entro la fine del 2022″, citando anche il progetto degli archivi nazionali di digitalizzare tutti i documenti, oltre 300mila, relativi a Jfk. 

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