Balneari, in consiglio dei ministri via libera all’unanimità alla riforma delle concessioni

La riforma delle concessioni balneari, unico punto all’ordine del giorno del consiglio dei ministri, riceve il via libera all’unanimità. La riunione però non è stata priva di momenti di tensioni: iniziata poco dopo le 17, è stata interrotta per circa tre quarti d’ora: una sospensione tecnica per permettere ai partiti di valutare il testo. Poco […] L'articolo Balneari, in consiglio dei ministri via libera all’unanimità alla riforma delle concessioni proviene da Il Fatto Quotidiano.

Balneari, in consiglio dei ministri via libera all’unanimità alla riforma delle concessioni

La riforma delle concessioni balneari, unico punto all’ordine del giorno del consiglio dei ministri, riceve il via libera all’unanimità. La riunione però non è stata priva di momenti di tensioni: iniziata poco dopo le 17, è stata interrotta per circa tre quarti d’ora: una sospensione tecnica per permettere ai partiti di valutare il testo. Poco prima delle 19 è arrivato l’ok al testo da parte di tutti i ministri.

Tra chi ha chiesto la sospensione della riunione c’è stato anche il Movimento 5 Stelle, secondo cui l’impianto complessivo è “soddisfacente” perché le gare sarebbero “formalmente” sbloccate. Importante, è il ragionamento, aver tutelato le aziende familiari e aver inserito la clausola occupazionale. Ma a chiedere ulteriori integrazioni e precisazioni è stato il ministro del Turismo, il leghista Massimo Garavaglia. Secondo quanto appreso da LaPresse, durante la sospensione del cdm si è riunito un comitato ristretto di approfondimento del testo di riforma: a prenderne parte il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, il titolare del Mise Giancarlo Giorgetti e appunto il ministro Garavaglia.

“Il cdm sospeso per valutare il testo è assurdo. E’ questo il modo di presentare dei provvedimenti dove gli stessi componenti del governo non conoscono quello che devono andare ad avallare?”, attacca Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari. “Mi sembra – dice all’Adnkronos– un modo di fare non condivisibile, siamo ai limiti dei principi democratici”. “Noi siamo estremamente sorpresi circa il modo e l’approccio che si è avuto per gestione della vicenda relativa alle concessioni dei balneari. Siamo stati convocati dal governo per ben tre volte con tre tavoli dove c’è stato un monologo da parte delle associazioni invitate, ma dall’altra parte non c’è stata nessun tipo di confronto dialettico“, aggiunge Licordari.

Se siamo favorevoli a ripristinare le gare nel settore balneare? “Credo sia necessario farle, nel rispetto degli investimenti fatti dagli imprenditori. Bisogna trovare una soluzione che tuteli anche gli imprenditori”, commenta a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il deputato M5s Stefano Buffagni. Più netta la presa di posizione del senatore Pd Dario Stefàno, che su Twitter scrive: “Il Cdm deve restituire attuazione ad un principio di civiltà giuridica e di buon senso economico: no a diritti privati permanenti su beni pubblici. Le concessioni demaniali vanno messe a gara. Sì all’Europa e no ai sovranisti e populisti di casa nostra”.

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