Anche i polpi lanciano oggetti, soprattutto le signore

“In fondo al mar! In fondo al mar! Tutto è bagnato, è molto meglio credi a me! Quelli lassù che sgobbano, sotto a quel sole svengono, mentre col nuoto ce la spassiamo in fondo al mar. Quaggiù tutti sono allegri, guizzando di qua e di là”.Ecco, io ci credevo, ci ho sempre creduto che giù in fondo al mar fossero tutti contenti perché queste parole non sono cantate da uno qualsiasi, no, sono di Orazio Thelonius Ignatius Crostaceus Sebastian, per gli amici solo Sebastian, il granchio rosso giamaicano, consigliere di Re Tritone, compositore ufficiale della Corte di Atlantica e grande amico di Ariel nel capolavoro Disney La Sirenetta. E invece no, viene fuori che giù in fondo al mar non sono per niente tutti contenti, soprattutto i polpi, anzi no le signore polpo.Un’analisi recentemente pubblicata di video girati a Jervis Bay, circa 200 km a Sud di Sydney, ha mostrato un comportamento inusuale da parte di polpi che sono stati visti lanciare fango e conchiglie intenzionalmente mirando e spesso colpendo conspecifici.Già così si tratterebbe di risultati interessanti, ma il bello è che nella maggior parte dei casi sono state delle femmine a mostrare questo inusuale comportamento nei confronti di esemplari maschi molestatori. Sarà quindi necessario introdurre nel glossario di neologismi femministi, oltre al catcalling, anche l’octopuscalling, e bisogna stare attenti perché in fondo al mar le conchiglie del servizio buono volano senza troppi rimorsi. Nel 2015 Peter Godfrey-Smith all’Università di Sydney assieme ai suoi collaboratori ha filmato più di mille e trecento interazioni tra diversi esemplari di Octopus tetricus, una specie di polpo di media grandezza comune nelle acque temperate intorno all’Australia e la Nuova Zelanda. Gli esemplari sono stati osservati in numero inusualmente alto in un’area di circa 8 m2 nella baia di Jervis, località particolarmente popolare tra i polpi, e per questo soprannominata Octopolis, che detto così suona un po’ come Paperopoli, ma che è di per sé un’anomalia sociale data la natura solitaria dei polpi. È stata infatti osservata una media di fino a 6 esemplari presenti contemporaneamente con una quantità variabile di interazioni da 11 a 234 nel corso di un’ora.Oltre alle usuali battaglie, ormai note come Octopus Fight Club, e accoppiamenti (che non hanno un nome in codice, ma io propongo Fifty Shades of Octopus), sono stati osservati anche un considerevole numero di comportamenti con coinvolgimento coordinato di braccia, membrana e sifone per la propulsione di materiale. Praticamente, fango, alghe o conchiglie vengono raccolte, tipicamente dall’interno della tana, il sifone viene spostato sotto la membrana che unisce le braccia e un getto d’acqua viene direzionato verso l’obiettivo contemporaneamente al rilascio del materiale raccolto, riuscendo anche a modulare l’intensità del getto in funzione della distanza desiderata.Questo tipo di comportamento era noto precedentemente in due contesti: l’eliminazione di residui di cibo dopo il pasto, o ristrutturazione e mantenimento delle tane con aggiustamenti e scavi di materiale. Un terzo contesto, di tipo sociale, è apparso da questi video, rappresentando circa la metà di tutti i lanci registrati. Inoltre, si è notato che per i lanci di carattere sociale i polpi usano maggiore propulsione e preferiscono decisamente infangare i conspecifici piuttosto che colpirli con conchiglie o alghe.Per esempio, nel dicembre del 2016, durante un periodo di osservazione di circa quattro ore, una sola femmina è stata vista lanciare materiale per ben dieci volte contro un maschio, colpito (solo) cinque volte, che, da una tana vicina, aveva più volte (il porco!) cercato di accoppiarsi con lei. E non solo la femmina è stata osservata girarsi per direzionare i lanci, ma anche il maschio è stato visto attivamente per ben quattro volte spostarsi nel tentativo di evitare i colpi durante o addirittura prima del lancio. I polpi, a dire la verità più le signore polpo ma non bisogna essere sessisti, possono perciò essere aggiunti alla breve lista degli animali che regolarmente lanciano oggetti, e, se queste osservazioni fossero confermate, anche alla lista ancora più breve di quelli che eseguono lanci contro altri animali, addirittura appartenenti alla stessa specie.“Ogni mollusco sa improvvisare, in fondo al mar. Ogni lumaca si fa un balletto, in fondo al mar. E tutti quanti ci divertiamo qui sotto l’acqua in mezzo al fango. Ah che fortuna vivere insieme. In fondo al mar! In fondo al mar!”Non bastava il revisionismo politicamente corretto a farmi cadere le certezze sulle principesse, i principi azzurri, i balli, i baci e i vestiti rosa, e niente, adesso mi sono crollate anche le certezze cantate dal grande Sebastian.

Anche i polpi lanciano oggetti, soprattutto le signore

“In fondo al mar! In fondo al mar!
Tutto è bagnato, è molto meglio credi a me! Quelli lassù che sgobbano,
sotto a quel sole svengono, mentre col nuoto ce la spassiamo in fondo al mar. Quaggiù tutti sono allegri, guizzando di qua e di là”.

Ecco, io ci credevo, ci ho sempre creduto che giù in fondo al mar fossero tutti contenti perché queste parole non sono cantate da uno qualsiasi, no, sono di Orazio Thelonius Ignatius Crostaceus Sebastian, per gli amici solo Sebastian, il granchio rosso giamaicano, consigliere di Re Tritone, compositore ufficiale della Corte di Atlantica e grande amico di Ariel nel capolavoro Disney La Sirenetta. E invece no, viene fuori che giù in fondo al mar non sono per niente tutti contenti, soprattutto i polpi, anzi no le signore polpo.

Un’analisi recentemente pubblicata di video girati a Jervis Bay, circa 200 km a Sud di Sydney, ha mostrato un comportamento inusuale da parte di polpi che sono stati visti lanciare fango e conchiglie intenzionalmente mirando e spesso colpendo conspecifici.

Già così si tratterebbe di risultati interessanti, ma il bello è che nella maggior parte dei casi sono state delle femmine a mostrare questo inusuale comportamento nei confronti di esemplari maschi molestatori. Sarà quindi necessario introdurre nel glossario di neologismi femministi, oltre al catcalling, anche l’octopuscalling, e bisogna stare attenti perché in fondo al mar le conchiglie del servizio buono volano senza troppi rimorsi. 

Nel 2015 Peter Godfrey-Smith all’Università di Sydney assieme ai suoi collaboratori ha filmato più di mille e trecento interazioni tra diversi esemplari di Octopus tetricus, una specie di polpo di media grandezza comune nelle acque temperate intorno all’Australia e la Nuova Zelanda. Gli esemplari sono stati osservati in numero inusualmente alto in un’area di circa 8 m2 nella baia di Jervis, località particolarmente popolare tra i polpi, e per questo soprannominata Octopolis, che detto così suona un po’ come Paperopoli, ma che è di per sé un’anomalia sociale data la natura solitaria dei polpi. È stata infatti osservata una media di fino a 6 esemplari presenti contemporaneamente con una quantità variabile di interazioni da 11 a 234 nel corso di un’ora.

Oltre alle usuali battaglie, ormai note come Octopus Fight Club, e accoppiamenti (che non hanno un nome in codice, ma io propongo Fifty Shades of Octopus), sono stati osservati anche un considerevole numero di comportamenti con coinvolgimento coordinato di braccia, membrana e sifone per la propulsione di materiale. Praticamente, fango, alghe o conchiglie vengono raccolte, tipicamente dall’interno della tana, il sifone viene spostato sotto la membrana che unisce le braccia e un getto d’acqua viene direzionato verso l’obiettivo contemporaneamente al rilascio del materiale raccolto, riuscendo anche a modulare l’intensità del getto in funzione della distanza desiderata.

Questo tipo di comportamento era noto precedentemente in due contesti: l’eliminazione di residui di cibo dopo il pasto, o ristrutturazione e mantenimento delle tane con aggiustamenti e scavi di materiale. Un terzo contesto, di tipo sociale, è apparso da questi video, rappresentando circa la metà di tutti i lanci registrati. Inoltre, si è notato che per i lanci di carattere sociale i polpi usano maggiore propulsione e preferiscono decisamente infangare i conspecifici piuttosto che colpirli con conchiglie o alghe.

Per esempio, nel dicembre del 2016, durante un periodo di osservazione di circa quattro ore, una sola femmina è stata vista lanciare materiale per ben dieci volte contro un maschio, colpito (solo) cinque volte, che, da una tana vicina, aveva più volte (il porco!) cercato di accoppiarsi con lei. E non solo la femmina è stata osservata girarsi per direzionare i lanci, ma anche il maschio è stato visto attivamente per ben quattro volte spostarsi nel tentativo di evitare i colpi durante o addirittura prima del lancio. 

I polpi, a dire la verità più le signore polpo ma non bisogna essere sessisti, possono perciò essere aggiunti alla breve lista degli animali che regolarmente lanciano oggetti, e, se queste osservazioni fossero confermate, anche alla lista ancora più breve di quelli che eseguono lanci contro altri animali, addirittura appartenenti alla stessa specie.

“Ogni mollusco sa improvvisare, in fondo al mar.
Ogni lumaca si fa un balletto, in fondo al mar.
E tutti quanti ci divertiamo qui sotto l’acqua in mezzo al fango.
Ah che fortuna vivere insieme.
In fondo al mar!
In fondo al mar!”

Non bastava il revisionismo politicamente corretto a farmi cadere le certezze sulle principesse, i principi azzurri, i balli, i baci e i vestiti rosa, e niente, adesso mi sono crollate anche le certezze cantate dal grande Sebastian.

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